l programma di base è uguale per tutti i livelli: cambia solo la difficoltà dei contenuti per gli allievi con maggiore esperienza.
Tecnica dello strumento: aggiustamento della posizione e dell'articolazione della mano; consapevolezza corporea e autocontrollo; ricerca del suono.
Responsabilizzazione allo studio individuale; manutenzione, accordatura e cura del proprio strumento.Cenni storici sulla tradizione arpistica Viggianese e sulla storia dell'arpa in generale.
Lettura dello spartito: nozioni basiche della notazione musicale attraverso lo studio dei brani.Nozioni di armonia: famiglie di accordi e loro rivolti; elaborazione di accompagnamenti su una melodia.
Repertorio: ogni brano di tradizione popolare da imparare (Valzer, Tarantella, Polca, ecc.), verrà accompagnato da esercizi ritmici, dalla conoscenza perfetta della melodia e del testo attraverso il canto, dall'elaborazione autonoma dell'accompagnamento.*Ascolto di brani della tradizione popolare Lucana (con arpa e altri strumenti) e di brani classici di ambito napoletano.
Quest'anno la direzione si augura di poter stampare un piccolo opuscolo con i brani di studio della scuola insieme a esercizi ritmici, di introduzione al solfeggio e di impostazione della mano.
La conoscenza completa di un brano, soprattutto attraverso il canto, è il metodo più efficace per impararlo a memoria e dimenticare lo spartito (che dev'essere utilizzato solo come uno strumento di supporto didattico). Gli esercizi ritmici sono fondamentali per dare fisicità alla musica. Questo è un ottimo metodo per riscoprire un vero repertorio da tramandare oralmente ed è anche il miglior metodo per avvicinarsi all'improvvisazione.
Note:
In Sudamerica l'arpa popolare è rimasta intatta dal momento del suo arrivo fino agli inizi del '600. Gli indios hanno subito accettato questo nuovo strumento dando vita attraverso i secoli e attraverso i contatti con altre culture (africana, europea), a quella che oggi chiamiamo "la musica popolare". La musica viene tramandata oralmente, il musicista normalmente suona più di uno strumento, si avvicina alla musica attraverso il canto (fondamentale il testo) e la percussione, per arrivare poi all'esecuzione del brano sul suo strumento.
I musicisti girovaghi Viggianesi portavano una grande tradizione tramandata in massima parte in modo orale, di generazione in generazione. Suonavano arie "popolari" (tarantelle, polche, mazurche), ma anche arie di noti compositori di ambito "colto", come Jommelli, Paisello, Cimarosa, Rossini. Tradizione orale non significa ignoranza musicale. I musicisti di tradizione popolare hanno bisogno di conoscere l'armonia e la tecnica dello strumento per arrivare come ultimo e principale obbiettivo all'improvvisazione, tecnica che permette loro di distaccarsi dai musicisti di ambito accademico.
Oggi purtroppo la tradizione orale si è persa in Italia. Per questo motivo penso che il mio metodo possa essere interessante per far conoscere ai ragazzi la loro musica e cominciare così con una nuova generazione di musicisti Viggianesi.
Lincoln Almada e Anna Pasetti